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Minimo Solare & Vortice Polare

Quest’anno abbiamo assistito ad una forte espansione del Vortice Polare che è risultato più esteso, freddo e compatto rispetto agli anni precedenti, sintomo che il minimo solare sta iniziando ad avere effetti dal punto di vista climatico.

La scarsissima attività solare, prevista in ulteriore intensificazione, e la mancanza assoluta di segnali che fanno presagire una partenza del ciclo solare 25, hanno fatto si che i primi effetti climatici e configurativi sul vortice polare abbiano avuto effetto.
Durante i periodi di bassa attività solare sono molto più rari i riscaldamenti stratosferici con conseguente calo delle temperature in alta atmosfera e in stratosfera. L’assenza di strat warming durante l’inverno fa si che il vortice polare si mantenga compatto e tenda ad espandersi in loco. Come diretta conseguenza questa configurazione nega di fatto la possibilità di innesco di ondate fredde verso le medio-basse latitudini, come appunto è successo in questo inverno, dominato principalmente da figure di alta pressione distese lungo i paralleli con la presenza di pochissime ondulazioni.
Rovescio della medaglia di questa situazione è stata la presenza di un vortice polare molto attivo alle alte latitudini che sono state interessate da temperature sotto media e dalla presenza quasi costante di tempo perturbato e profonde tempeste.
la permanenza di freddo e tempo perturbato alle alte latitudini ha determinato un vistoso aumento dell’estensione dei ghiacci artici e della copertura nevosa che già ad iniziare dall’autunno mostrava degli incrementi significativi.
Da moltissimi anni on si registrava una così vasta copertura nevosa su tutto l’emisfero settentrionale a dimostrazione delle tesi climatiche sul minimo solare che vedono un progressivo raffreddamento ed espansione del vortice polare e negli anni una estensione di questo anche verso le medie latitudini, è qui appunto che gli inverni cominceranno ad essere via via più rigidi e nevosi ance da noi.

La presenza di un vortice polare molto vasto e freddo andrà poi, con la sua progressiva destabilizzazione stagionale, a condizionare il tempo della primavera e della futura estate che molto probabilmente sarà caratterizzata da tempo estremamente variabile con ondulazioni del getto molto evidenti che innescheranno ondate di calore da sud seguite quasi all’istante da ingressi freddi polari che potrebbero generare fenomeni molto intensi e pericolosi con grandine.

Dunque il minimo solare sta iniziando ad avere evidenti effetti a livello climatico e questo è solo l’inizio di una lunga serie di mutamenti del vortice polare che ci traghetteranno nella nuova piccola era glaciale (come successe durante i minimo di Maunder) sempre più probabile.