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Coronavirus e Situazione Meteo

Nei climi temperati, l’influenza stagionale tende a sviluppare il suo picco durante l’inverno e recedere con l’arrivo della primavera. sarà questo il comportamento del nuovo Coronavirus COVID-19? Gli esperti sanitari dicono che è un po più complicato di così, non è detto che questo nuovo virus segua l’andamento dei focolai stagionali di influenza che recedono totalmente con l’arrivo della bella stagione.

Dunque, il clima può influire sulla diffusione e controllo del COVID-19?
È troppo presto per saperlo. Il nuovo coronavirus, che provoca una malattia respiratoria talvolta con risvolti acuti, è apparso solo nella Cina centrale alla fine dello scorso anno. I funzionari dell’Organizzazione Mondiale della Sanità hanno dichiarato che non vi è ancora un motivo scientifico di credere che la temperatura avrà un ruolo nell’epidemia, ma che vale la pena indagare sull’argomento.
Alcuni ricercatori hanno effettuato analisi sull’argomento, ma nessuna è stato ancora pubblicata su riviste accademiche, il che richiede che i documenti siano controllati e validati da esperti che lavorano nello stesso campo. Un gruppo di ricercatori statunitensi e iraniani ha concluso che i luoghi in cui l’infezione ha preso piede finora, come Wuhan nella Cina centrale, Milano e Seattle, condividono umidità e temperature medie analoghe che vanno dai 5°C agli 11°C in inverno. In luoghi più caldi e più umidi come Bangkok, il virus è stato visto principalmente nelle persone che lo hanno importato dall’esterno e non si è diffuso rapidamente nella comunità. Tuttavia i ricercatori hanno affermato che le previsioni dovrebbero essere considerate con “estrema cautela”.

Stagionalità dell’Influenza
Nelle regioni temperate, l’influenza è in gran parte una malattia a stagionalità invernale, mentre nelle aree tropicali e subtropicali tende a verificarsi, se c’è abbastanza circolazione del virus, durante la stagione delle piogge. Ci sono varie teorie sul perché. Ci sono prove che sia l’aria fredda che secca e soprattutto le condizioni umide sono favorevoli alla trasmissione dell’influenza. Proprio come succede quando le persone tendono ad affollarsi al chiuso con tempo freddo e piovoso, aumentando il contagio, mentre in estate trascorrono più tempo fuori in presenza di bel tempo, riducendo il contagio. Esiste anche la possibilità che l’estate aumenti i livelli di melatonina e vitamina D delle persone, il che può rafforzare il loro sistema immunitario. E ancora in estate i virus tendono a indebolirsi con un progressivo degrado del loro rivestimento lipidico.

Riguardo alla SARS (2002-2003)
L’epidemia del 2002-2003 di sindrome respiratoria acuta SARS si è effettivamente attenuata, addirittura sparita, durante l’estate. Ma questo potrebbe aver avuto poco a che fare con il tempo. Tuttavia la SARS non si è estinta solo per ragioni naturali ma anche grazie a vigorosi sforzi di contenimento nella Cina continentale, Hong Kong, Vietnam, Thailandia, Canada e altrove. Tra le altre cose, le autorità hanno isolato i casi e messo in quarantena i loro contatti. La strategia ha funzionato perché i pazienti con SARS più contagiosi hanno mostrato sintomi evidenti. Col nuovo Coronavirus le cose sono leggermente diverse sia a causa del suo lungo periodo di incubazione e della maggior parte dei casi lievi, al pari di un banale raffreddore, hanno complicato gli sforzi di identificazione e contenimento.

Concludendo…
L’allentamento delle epidemie di influenza in estate non significa che il virus si estingua a temperature più calde. Semplicemente non si trasmette così facilmente. Quindi, anche se il Coronavirus si attenua in estate, potrebbe tornare in autunno, naturalmente si spera di no e si spera nel veloce arrivo di un vaccino che risolverebbe tutti i possibili problemi alla radice.