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Coronavirus e Calo Inquinanti

La diffusione del Coronavirus e le conseguenti misure restrittive con chiusura delle attività e limitazione agli spostamenti hanno causato la riduzione dell’inquinamento atmosferico anche in Italia. Lo mostrano i dati ESA del satellite Copernicus-Sentinel 5P.

I dati riportati nella mappa visibile all’inizio dell’articolo si riferiscono alle emissioni di diossido di azoto; la riduzione è particolarmente visibile nel Nord Italia e coincide con il blocco a livello nazionale indetto per prevenire la diffusione del Coronavirus.

La carta mostra una netta riduzione degli agnti inquinanti tra il periodo precedente all’epidemia da Coronavirus ed il periodo con epidemia in corso. Questi dati sono stati generati grazie allo strumento Tropomi a bordo del satellite Copernicus Sentinel-5P che mappa una moltitudine di inquinanti atmosferici in tutto il mondo.

Si nota un calo delle emissioni di diossido di azoto molto evidente nella Pianura Padana anche se potrebbero esserci lievi variazioni nei dati a causa della copertura nuvolosa e del cambiamento delle condizioni meteorologiche. Tuttavia è evidente che la riduzione delle emissioni coincide con il blocco in Italia con conseguente meno traffico e attività industriali ferme.

Sentinel-5P è la prima missione Copernicus dedicata al monitoraggio della nostra atmosfera. Il satellite trasporta lo strumento Tropomi per mappare tracce di gas come diossido di azoto, ozono, formaldeide, anidride solforosa, metano, monossido di carbonio e aerosol, tutti fattori che influenzano la nostra salute e il nostro clima.
Copernicus Sentinel-5P Tropomi è oggi lo strumento più accurato che misura dallo spazio l’inquinamento atmosferico. Questi dati, gratuitamente consultabili, forniscono informazioni indispensabili per cittadini e autorità.

Data la crescente importanza e necessità di un monitoraggio continuo della qualità dell’aria, le imminenti missioni Copernicus Sentinel-4 e Sentinel-5, nell’ambito del programma Copernicus dell’UE, monitoreranno i gas e gli aerosol. Queste missioni forniranno informazioni sulla qualità dell’aria, sull’ozono stratosferico e sulla radiazione solare, nonché sul monitoraggio del clima.

Concludendo questa sembra essere una delle poche buone notizie legate alla pandemia scaturita dal COVID-19.